Mariano da Torino (1906-1972)
Paolo Roasenda (Mariano in religione) nasce a Torino, il 22 maggio 1906, da Giovanni Battista Roasenda e Angela Rustichelli. Trascorse la sua gioventù fra Torino e Cuneo, andando a trovare sovente alcuni parenti a cui era molto legato. Alto quasi un metro e novanta, era dotato di un fisico massiccio ma, tuttavia, venne riformato alla visita militare per la vista difettosa: otto diottrie di miopia.
Conseguì la maturità presso il ginnasio-liceo "Cavour", iscrivendosi poi alla facoltà di lettere dell'Università di Torino. Si laureò il 14 dicembre 1927, a soli 21 anni: il più giovane laureato d'Italia. Insegnò per 13 anni lettere latine e greche nei licei di Tolmino, Pinerolo, Alatri e Roma (licei "Umberto I" e "Mamiani"). Pubblicò diversi studi di critica letteraria e di storia cristiana antica, presentazioni scolastiche, saggi, commedie e biografie di giovani. Fu membro dell'Azione Cattolica Giovanile dal 1917 al 1940.
In una memoria, pubblicata nel libro di G. Barra "Perché mi sono fatto prete", padre Mariano narra la storia della sua vocazione e afferma che, ad un certo punto, l'ultimo indugio fu rotto in seguito alla lettura della vita capitatagli per caso - di Sant'Ignazio da Laconi. "Quella lettura - scrive - raddoppiò la mia certezza: sarò cappuccino. Cercai, trovai, fui accolto. Oggi sono cappuccino. Il noviziato di Fiuggi passò in un baleno: lo trovai più mite di quanto me lo avevano dipinto. Buona volontà o non piuttosto delicata bontà del Padre Maestro (padre Ermenegildo da Trevi) che temette al mio arrivo improvviso al noviziato di aver a che fare con una spia di guerra? Beata vita cappuccina che semplifichi tante cose: fare a meno del rasoio al mento, delle calze ai piedi, del cappello in capo! Mi sentii perfettamente a mio agio: scoprii che... forse ero nato cappuccino".
Iniziò il noviziato di Fiuggi il 28 dicembre 1940 e l'11 gennaio seguente fece la vestizione religiosa. Compiuto l'anno di prova, il 12 gennaio 1942 emise la professione dei voti semplici.
Conseguì la laurea in teologia presso l'Angelicum di Roma il 30 novembre 1949, quando era già stato consacrato sacerdote dal 29 luglio 1945. Per breve tempo svolse il ministero di cappellano presso il carcere di Regina Coeli e l'ospedale di Santa Maria della Pietà (1946) e per tre anni presso l'ospedale Santo Spirito in Sassia (1947-1950). Dal 1946 al 1947 tornò ad insegnare al Liceo Mamiani, questa volta religione.
Nel Capitolo dei frati cappuccini del 3 luglio 1952 è eletto definitore provinciale. Dal 1949 al 1954 tiene conversazioni alla Rai ("Casa serena" e "Sorella radio") e alla radio Vaticana ("Trasmissione per gli infermi"). Nel gennaio 1955 inizia la sua attività alla televisione ("La posta di padre Mariano") che proseguirà fino alla sua scomparsa ("La fede oggi"), avvenuta alle ore 22:05 del 27 marzo 1972 nella clinica "Quisisana", il lunedì della settimana santa. Questa sua rubrica televisiva, con il suo indice di vasto ascolto e di elevato gradimento, lo rivela sempre più il confidente dei segreti più cocenti ed intimi di una vasta schiera di ascoltatori di ogni ceto e di ogni età. Visse principalmente i suoi giorni di fede operosa nel convento romano dell'Immacolata Concezione (in Via Vittorio Veneto, 27) dove sono stati trasportati i suoi resti mortali che sono divenuti un punto di riferimento di fede per tantissime persone. Sulla sua tomba ci si raccoglie in preghiera tutti i martedì, giorno in cui andavano in onda le sue trasmissioni, per ringraziare e chiedere la protezione del "cappuccino del video".
Si legge nel suo diario segreto: "Il mio cammino è stato, direi una bugia se dicessi il contrario, facile. Forse il Signore mi riserva prove più difficili per il futuro, perché mi vede ancora debole e inesperto di lotte vere. Sin qui ho sentito sempre la mano delicatamente materna di Maria che guida i miei passi. Ostacoli? Ne ho trovati tanti e ne trovo continuamente. Non tanto nel convento, nella diversità di carattere dei frati, nel mondo, nelle sue sottili e sempre varie tentazioni, quanto invece nel mio sempre rinascente egoismo... Ogni giorno spunta qualche pelo bianco e si rinsalda la convinzione che l'unico vero ostacolo al bene, al bene che potrebbe attraverso me sacerdote operare il Signore, sono proprio io: è l'odiosissimo io. Gli uomini? Sono sempre convinto che tutti, sia gialli che rossi, sia neri che bianchi, sono più disgraziati che colpevoli. Sarebbero tutti migliori, se lo fossi io, migliore. Perciò chiedo, a chi leggerà queste vere confidenze, un "Ave Maria" per la povera anima mia. Non ci stacchiamo mai da Maria; la causa di tutti i nostri guai è il non credere nell'amore di quella Mamma Immacolata".
Il processo diocesano per la sua canonizzazione venne istruito presso il vicariato di Roma e il Nulla Osta concesso il 19 gennaio 1988; successivamente, il 22 gennaio 1993, la Sacra Congregazione per le Cause dei santi emanò il Decreto di Validità. La Positio super Virtutibus venne consegnata il 14 settembre 1996.
Riconosciuta l'eroicità delle virtù, padre Mariano di Torino è stato dichiarato Venerabile il 15 marzo 2008.
[ Convento dei Frati Minori Francescani Cappuccini di Varazze - 2012 ]

