Giacomo da Ghazir (1875-1954)
Nel villaggio di Ghazir, in Libano, il 10 febbraio 1875, nacque Khalil Al-Haddad (Giacomo in religione), terzo di otto figli. Il padre Boutros Haddad e la madre Shams Haddad erano cristiani di rito maronita. La mamma, in particolare, educò Khalil all'amore di Dio e del prossimo e si augurava che il figlio diventasse sacerdote.
Dal 1885 al 1891 fece gli studi elementari nel suo paese natio e, poi, in Beirut fece gli studi secondari in collegi religiosi. Dopo aver terminato la scuola con ottimi risultati, a 16 anni si trasferì ad Alessandria d'Egitto per guadagnarsi la vita insegnando la lingua araba. Lì, colpito dall'esempio negativo di un sacerdote e allo stesso tempo dalla commovente testimonianza della morte di un frate cappuccino, il giovane Khalil sentì la vocazione religiosa.
Così, nel 1894, tornò ben presto nel paese natale per rivelare ai genitori la sua intenzione di farsi frate cappuccino. Quindi, vinta l'opposizione del padre, iniziò il noviziato nel convento di Sant'Antonio di Padova non lontano dalla sua città e vestì l'abito francescano il 26 marzo 1894, prendendo il nome di frate Giacomo da Ghazir; poi, il 10 novembre 1901, fu consacrato sacerdote a Beirut e lì assegnato al convento di Bab Idriss. Ben presto fu nominato economo e gli fu affidata la fondazione e la direzione di una rete di scuole della missione nell'intero territorio del Libano. Durante la Prima Guerra mondiale (1914-1918) svolse un'attività straordinaria che lo rese degno della massima ammirazione e simpatia non solo dei cristiani, ma anche dei musulmani e dei drusi: sollevò moltissime miserie, distribuendo ben 18.000 pasti giornalieri, contribuendo ad aprire 24 orfanotrofi dove vennero ospitati e avviati a mestieri artigianali oltre 10.000 ragazzi e ragazze.
Fu valido propagatore del Terz'Ordine Francescano e, attraverso la fondazione di 70 fraternità con oltre 8.000 iscritti, poté mettere in atto le sue molteplici opere di apostolato. Nei villaggi montagnosi del Libano aprì 163 scuole capaci di accogliere oltre 7.500 alunni, preoccupandosi soprattutto del loro insegnamento religioso. Camminando sempre a piedi, anche per 30 km. al giorno, con la bisaccia sulle spalle sempre piena di libri del catechismo, visitava continuamente questi centri di studio. Oltre a queste attività giornaliere, abuna Yaacub (padre Giacomo) divenne celebre per altre numerose opere sociali. Costruì ricoveri per anziani, per mendicanti, per orfani, dispensari per l'infanzia abbandonata, ospedali e case di cura. Tra questi è ammirato l'ospedale psichiatrico, costruito sulla collina di Jall-Eddib, chiamato il Piccolo Cottolengo, con circa 1.000 posti letto. Celebre anche l'ospizio di "Cristo Re" per il clero malato o anziano di qualunque rito, sulla collina di Zouk-Mosbeh che domina la famosa vallata dei Re e la strada costiera per Byblos (oggi Jbeil). Sovrasta l'edificio una statua di Cristo Re, alta 12 metri. Padre Giacomo non aveva mezzi materiali, ma solo il merito dell'obbedienza e la preghiera. In ginocchio davanti al suo superiore, diceva: "Non chiedo soldi, ma solo il merito dell'obbedienza". Diceva ancora: "Niente preghiera, niente grazie" e: "La preghiera senza fiducia è come una lettera in tasca e mai giunta a destinazione".
Nel 1930 diede vita alla Congregazione delle Suore Francescane della Croce del Libano che svolgevano un'utilissima missione sociale, dedicandosi ad opere di carità a beneficio delle classi più povere e bisognose, specie nei numerosi ospedali da lui fondati. Per le sue alte benemerenze, gli furono assegnate dal governo due medaglie d'oro e tre d'argento e il grado di ufficiale dell'Ordine del Cedro.
Agli inevitabili acciacchi, derivati da una vita tanto laboriosa e movimentata, si aggiunse, negli ultimi anni, una fatale leucemia linfatica. Il 26 giugno 1954, quasi ottantenne, dopo l'ultimo bacio alla croce, spirava santamente.
La sua causa di beatificazione, perorata da tutte le più alte autorità del Libano, persino dai musulmani e dai drusi, ebbe inizio nel 1960 a Beirut, con l'apertura del processo informativo sulla fama di santità che terminò nel 1964. La sua causa ha avuto il Decreto di introduzione il 24 febbraio 1979. Negli anni 1979-1982 fu istruito il processo apostolico sulle virtù eroiche.
La sua salma, riesumata nel 1982, è stata riposta nella vecchia chiesetta di "Notre Dame de la Mer" a Jall-Eddib che era stata costruita dallo stesso padre Giacomo. Il processo di beatificazione è stato concluso il 17 dicembre 2007 con l'approvazione del Decreto da parte di papa Benedetto XVI che, poi, in Beirut, il 22 giugno 2008, lo ha ufficialmente dichiarato Beato.
[ Convento dei Frati Minori Francescani Cappuccini di Varazze - 2012 ]