Giacomo da Balduina (1900-1948)
Beniamino Angelo Filon (Giacomo in religione) nacque a Balduina di Sant'Urbano (Padova), il 2 agosto 1900, sesto di otto figli, da Giacomo e da Giuseppina Marin.
Nella fattoria dei Filon, poiché nel piccolo paese di Balduina non c'era una chiesa, nei giorni di festa si celebrava la messa per la popolazione, in uno stanzone. Il precetto festivo in famiglia, quindi, era facile e gioioso: certamente questa realtà influì positivamente nell'animo di Beniamino.
A Lendinara frequentò la chiesa e il convento dei padri Cappuccini, da lui conosciuti perché amici e spesso ospiti di casa Filon. Si sentì attratto alla vita religiosa e così, quando fu tempo di decidere per la sua vita, scelse di diventare cappuccino. Il 13 ottobre 1917 entrò nel Seminario Serafico di Rovigo. Chiamato al servizio militare, svolto dal 1917 al 1922, venne distolto dagli studi ma non dal suo ideale: la meta gli era sempre davanti e, finalmente, nel noviziato di Bassano del Grappa, poté vestire l'abito francescano il 28 settembre 1922, prendendo il nome di fra Giacomo.
Da questo momento in poi, nello scorrere delle sue giornate, in una vita apparentemente piatta agli occhi di noi distratti ma non a quelli del Signore, cominciò a delinearsi la Croce, base e principio di ogni santità: si trattava di un male progressivo e incurabile, un male che lo teneva sulla Croce accanto a Gesù. Così, sembrò spegnersi il suo progetto: il suo sacerdozio appariva compromesso. Ma lo Spirito Santo, sua guida sul sentiero della santità, sembrò illuminare la decisione dei superiori che, nonostante tutto, vollero promuoverlo al sacerdozio. Quindi, compiuti gli studi di teologia, poté essere ordinato sacerdote a Venezia il 21 luglio 1929. Ma cosa poteva fare?
Il suo andare era goffo e ad ogni passo sembrava cadere in avanti; i suoi muscoli si erano irrigiditi e il viso avevo perso la sua mobilità, incapace ormai di esprimere i sentimenti interni. Eppure ciononostante, anzi proprio per questo, espresse il suo ideale di ministero: "Voglio essere come padre Leopoldo Mandić!". Ecco la sua vocazione: il confessionale sarà il suo pulpito, la dispensa della speranza, del perdono, della riconciliazione, della conversione; soffrire e tacere, tacere ed offrire.
Dopo essere stato per 15 mesi a Capodistria, fu destinato nel 1931 al convento di Udine, dove resterà per 16 anni fino alla morte. Sebbene affetto dalla sua infermità, attendeva ogni giorno i penitenti che accorrevano a lui numerosi. Divenne il confessore preferito dei sacerdoti non solo di Udine, ma anche dei paesi circonvicini. Un testimone lo descrive così: "Semplice, sereno nonostante la grande infermità che lo travagliava, sorridente con tutti, affabile, buono, tanto buono, egli adempiva il suo sacerdotale ministero con zelo mirabile, senza risparmio di energie. Lo si trovava nella sua cella a tutte le ore, pronto per ricevere la confessione di quanti si presentavano". Un amore di predilezione per i sacerdoti, dunque, spiegabile attraverso l'atto eroico da lui compiuto... Ad un seminarista, pure lui colpito da una malattia che comprometteva la via al sacerdozio, padre Giacomo, sensibile alle sofferenze del giovane, per consolarlo e dargli fiducia, svelò un po' del suo calvario e del suo ideale: "Io invece non posso attendermi nulla di meglio. Mi sono offerto vittima a Dio per la santificazione dei sacerdoti. Dio ha accettato l'offerta e ha disposto che l'encefalite letargica fosse lo strumento più acconcio al raggiungimento del mio ideale". Qui l'amore di Dio e delle anime ha raggiunto il grado sublime, soprattutto qui si rivela che Dio lo aveva veramente chiamato e che lui aveva risposto un sì pieno generoso eroico, nonostante il giudizio degli uomini.
Padre Giacomo era molto devoto alla Beata Vergine Maria che con amore filiale e confidente chiamava "Mamma". Era convinto che Lei non volesse la sua guarigione e parlava molto spesso della sua morte vicina, con vera gioia: "Presto morirò... prova ad indovinare dove morirò... non scherzo affatto, morirò presto, vicino alla Mamma, alla Madonna". Nel luglio del 1948 chiese di andare a Lourdes in pellegrinaggio, anche se gli venne sconsigliato per via delle sue precarie condizioni di salute. Però il suo desiderio era tale che alla fine venne assecondato, mentre lui sicuro e felice diceva: "A Lourdes ci vado, ma da Lourdes non farò ritorno". Infatti, appena arrivato, la sua situazione si aggravò e il 21 luglio 1948 morì, venendo sepolto nel locale cimitero non lontano dalla Grotta dell'apparizione.
Oggi la sua tomba è visitata continuamente da tanti pellegrini di diverse parti d'Europa e questo è davvero un fenomeno particolare, visto che padre Giacomo a Lourdes era del tutto sconosciuto.
Il processo cognizionale sulla sua vita e virtù è stato iniziato nella Curia di Udine il 25 febbraio 1984. Il 21 luglio 2001 è stata consegnata alla Congregazione la Positio super Virtutibus.
Attualmente padre Giacomo da Balduina è Servo di Dio.
[ Convento dei Frati Minori Francescani Cappuccini di Varazze - 2012 ]