Daniele da Samarate (1876-1924)
Felice Rossini (Daniele) nasce a San Macario di Samarate (Milano) il 15 giugno 1876, da Pasquale e Giovanna Paccioretti, ricevendo il battesimo il giorno seguente. Quando ha quattro anni la famiglia si trasferisce a Samarate.
A quattordici anni, il 15 gennaio 1890, entra tra i frati cappuccini di Lombardia nel convento di Sovere (Bergamo). Il suo parroco lo raccomanda con una lettera profetica: "Farà una riuscita veramente felice!". Nella vestizione prende il nome di frate Daniele da Samarate. Il 24 giugno 1892 emette la sua prima professione religiosa. Completa i suoi studi di filosofia e teologia a Milano e professa solennemente nel 1896.
Non ancora sacerdote, nel 1898 ottiene di partire per la missione del Maranhão nell'alto Brasile, aperta da soli sei anni. È consacrato sacerdote a Fortaleza (Cearà) il 19 marzo 1899; nel gennaio del 1900 è destinato alla Colonia Agricola di São Antonio do Prata (Parà) dove rimane - come direttore illuminato, costruttore intraprendente, missionario infaticabile - fino al gennaio 1913. Durante questi anni di intenso apostolato fra quella gente assetata di Dio, contrae la lebbra. Di ritorno in Italia per consulte mediche, il 21 agosto 1909 fa sosta a Lourdes con immensa fede e riceve la grazia della perfetta conformità al progetto di Dio.
Dopo una breve parentesi come parroco di São Luis-Anil (Maranhão), il 27 aprile 1914 entra definitivamente nel lebbrosario di Tucunduba (Belém-Parà) dove rimane fino alla morte, servendo spiritualmente con zelo e grandi sofferenze i colpiti dalla sua stessa malattia. Si ricorda una bella preghiera che padre Daniele recitava ogni mattina con i suoi malati: "Io sono figlio di Dio. Dio abita in me. Posso essere tutto quello che desidero perché Dio è il mio aiuto. Non mi stanco mai perché Dio è la mia forza. Non sono mai ammalato e addolorato perché Dio è la mia salute. Non mi manca niente perché Dio è il mio fornitore. Proprio perché sono figlio di Dio, sono unito alla Divina Presenza di mio Padre. Io sono felice in tutto quello che intraprendo perché il mio sapere e le mie conoscenze aumentano in me ogni giorno che passa. Amen". Compianto e celebrato da tutti, muore santamente il 19 maggio 1924 a soli 48 anni, 26 dei quali passati in missione. È rimasta famosa e incide nel cuore dei suoi numerosi ammiratori e devoti la piccola formula di ringraziamento da lui coniata negli ultimi anni della sua atroce malattia: "A Deus louvado" (Dio sia lodato)... per tutto e anche - soprattutto - per la lebbra!
I poveri, i piccoli, gli afflitti hanno sempre tenuto acceso il suo ricordo e così, il 29 dicembre 1991 l'arcivescovo di Belém, monsignor Vicente Joaquin Zico, ha insediato nella cattedrale di Belém il tribunale ecclesiastico incaricato di condurre un processo diocesano per la beatificazione di padre Daniele. Il Nulla Osta da parte della Santa Sede per l'introduzione della Causa fu concesso il 18 maggio 1991. Quindi anche in Italia sono state avviate le pratiche portate solennemente a termine a Samarate il 19 marzo 1997 dal cardinale Carlo Maria Martini e, il 30 agosto dello stesso anno a Belém in Brasile, davanti a un pubblico numeroso e commosso nella chiesa dei cappuccini. Il 4 luglio 1998 venne emanato il decreto di validità dei Processi diocesani, quello principale di Belém e quello rogatoriale di Milano. Si sta lavorando sulla Positio super Virtutibus.
Attualmente padre Daniele da Samarate è Servo di Dio.
[ Convento dei Frati Minori Francescani Cappuccini di Varazze - 2012 ]