Angela Margherita Serafina Prat (1543-1608)
Nacque il 16 ottobre 1543 a Manresa (Catalogna, Spagna), nella diocesi di Vich, da Mattia e Colomba Prat i quali erano agricoltori; nel battesimo le fu dato il nome di Angela Margherita. Trascorse la sua giovinezza a Barcellona, a servizio, distinguendosi come abile ricamatrice.
Benché sentisse il richiamo del chiostro, in ossequio alla volontà dei familiari, nel 1575, si sposò con un sarto di nome Francesco Serafi che le diede l'appellativo di Serafina e tre figli, due dei quali morti in tenera età. La breve parentesi coniugale, trascorsa a Barcellona, Villafranca del Panadés e Manresa, fu per lei un continuo martirio a motivo della vita dissoluta del marito. Dopo la morte del coniuge avvenuta nel 1582, Margherita si consacrò al raccoglimento, alla preghiera, alle opere di misericordia verso poveri e malati, all'educazione cristiana della figlia Barbara e, insieme con lei, ad imparare a leggere.
Un giorno, mentre pregava dinanzi al crocifisso nella chiesa dei cappuccini di Manresa che visitava molto spesso, si sentì ispirata a farsi cappuccina e ad inaugurare quest'Ordine nella Spagna. Arcangelo da Alarcón, vicario "in capite" dei cappuccini, la vestì dell'abito nel 1586. Era un'anima penitente e profondamente contemplativa; le sue estasi erano tanto frequenti e spettacolari che richiamarono l'attenzione dell'Inquisizione e, più tardi, del vescovo di Barcellona. Ma, esaminata, niente fu in lei riscontrato di reprensibile. Sempre nel 1586, decise di trasferirsi definitivamente a Barcellona; lì si circondò di un gruppo di pie donne che andò formando nella preghiera, nel ritiro e nella penitenza, assieme alle quali soleva visitare la chiesa del solitario convento cappuccino di Montecalvario.
Si doleva che in Spagna ci fosse mancanza di monasteri femminili nei quali si potesse entrare senza dote. Incontratasi con il vescovo Giovanni Dimas y Loris, gli espose le sue idee che egli approvò ed incoraggiò. Nel 1593 si fece terziaria francescana; successivamente, nel 1599, poté finalmente porre in atto il suo voto di fondare le cappuccine ed il nunzio Camillo Caetani, in veste di legato "a latere" al seguito dei nuovi re di Spagna in visita a Barcellona, ne ratificò la fondazione con breve del 26 maggio 1599, mentre il monastero assumeva la denominazione di "Santa Margarita la Real", in onore della regina Margherita d'Austria che era una grande ammiratrice di Serafina.
Il 6 luglio 1699, lei e nove novizie indossarono l'abito delle cappuccine; tre anni dopo, il 7 maggio 1602, emisero la professione dei voti nelle mani del vescovo Alonso Coloma che, nominando Serafina come abbadessa, consegnò in pari tempo il testo - debitamente adattato - della Regola e delle Costituzioni allora in uso presso le cappuccine italiane di Napoli e Roma. Nel 1604 Clemente VIII equiparò il monastero di Barcellona agli altri dell'Ordine e, nel 1608, l'atto fu di nuovo ratificato da Paolo V il quale inoltre ne sanò in radice ogni possibile difetto. La fondatrice morì il 24 dicembre dello stesso anno 1608, proprio quando la sua opera cominciava a conoscere quella diffusione che attualmente le fa annoverare più di 100 monasteri.
Il popolo, che aveva venerato Serafina come santa mentre era ancora in vita, volle vederla elevata agli onori degli altari subito dopo la morte; per questo furono istruiti diversi processi, purtroppo informali, fino all'inizio del secolo XX, quando, il 29 luglio 1912 fu aperto il processo ordinario. La sua spiritualità si può riassumere in questa frase del vescovo Luigi Sans che conobbe personalmente la serva di Dio e tentò di tracciarne un profilo biografico: a suo dire ella fu "un vangelo vivente in parole e in opere". I cardini della sua vita spirituale furono la Trinità, Cristo nella sua incarnazione e passione, la Vergine Maria, san Francesco e santa Chiara, così come furono sue virtù caratteristiche l'umiltà, la povertà, l'obbedienza, la carità e la penitenza.
[ Convento dei Frati Minori Francescani Cappuccini di Varazze - 2012 ]