Andrea da Burgio (1705-1772)
Nicola Sciortino (Andrea in religione) nacque a Burgio, in diocesi di Agrigento, il 10 settembre 1705, da Domenico Sciortino e Ninfa Colletti. Nell'adolescenza aiutò il padre nei campi e nel condurre al pascolo il gregge. Nel tempo libero si dava alla preghiera e alla penitenza, tanto che la gente già notava in lui segni della futura santità.
Morti i suoi genitori e tutti i fratelli, Eufrasina l'unica sorella rimastagli, lo accolse presso la sua casa in Villafranca Sicula dove viveva col marito e una figlioletta. Dopo qualche tempo, però, volendo seguire la sua vocazione religiosa, decise di ritornare al paese natale. Nicola bussò molte volte alle porte del convento dei Cappuccini, chiedendo di essere accolto nella comunità, ma senza esito positivo. Quindi, decise di rivolgersi direttamente a padre Innocenzo da Chiusa che allora era il superiore provinciale dei Cappuccini. Addirittura, lo seguì per strada sino al convento di Bivona, supplicandolo con lacrime di dare ascolto alla sua vocazione. Padre Innocenzo rimase talmente stupito dalla sua perseveranza e determinazione che, quando arrivò in convento, firmò subito la lettera che autorizzava il giovane ad entrare nel noviziato.
Così, finalmente, il 24 aprile 1735, vestì l'abito cappuccino nel convento di Monte San Giuliano, prendendo il nome di frate Andrea. Scelse di essere fratello laico e fu diligentissimo nel suo servizio, con tutte quelle virtù caratteristiche dei santi fratelli; l'unica sua "mancanza" era quella di essere analfabeta e, purtroppo, per questo motivo, non ha mai potuto lasciare alcuno scritto personale che potesse trasmettere la luminosità del suo spirito cristiano e francescano.
Nel 1745, come era suo desiderio, ottenne dal padre generale di andare missionario in Angola (Africa) e precisamente a Luanda. Partì con due confratelli: i padri Gioacchino e Onofrio da Trapani. Però, tanto era l'affetto nutrito dai compaesani nei suoi confronti che gli si volle impedire di partire. Perciò l'inizio del viaggio si tradusse in una vera e propria "fuga" per eludere le guardie poste lungo le strade. I tre confratelli da Trapani si diressero a Sciacca e, poi, imbarcati su un peschereccio, a Malta. Da lì, il viaggio proseguì verso Augusta (Siracusa) e in seguito a Livorno. In ogni luogo una folla di gente lo aspettava poiché, attraverso le sue preghiere, avvenivano molte guarigioni. Le tappe seguenti furono Cadice (Spagna), Lisbona (Portogallo), Brasile. Infine, il 15 dicembre 1746, dopo un lungo e faticosissimo viaggio segnato da ogni sorta di difficoltà, approdarono a Luanda: lì padre Andrea lavorò per 17 anni con grande zelo.
Poi, nel 1762, i superiori gli fecero richiesta di tornare in Europa. Passò nuovamente per Lisbona e lì il re Giuseppe I, con una dispensa del Papa, lo invitò a rimanere nella sua reggia, rendendogli grandi onori. Ma l'umile frate, seppur grato al re per la sua accoglienza, chiese di tornare in Sicilia per vivere in comunità con i confratelli. Così, rientrato nella sua provincia, trascorse gli ultimi anni della sua vita a Palermo, dando mirabile esempio di santità. Morì il 18 giugno 1772, nella stessa cella dove poco più di un secolo prima era spirato il beato Bernardo da Corleone.
Il 27 gennaio 1773, su richiesta della Curia Arcivescovile di Palermo, alla presenza di due medici, delle autorità e di numerosi fedeli, si fece la ricognizione della sua salma: essa emanava soavissimo odore di muschio misto a balsamo. Il suo corpo, quindi, venne riposto nella cappella del Crocifisso dove, ancora oggi, una lapide ne ricorda la presenza.
Fin da subito, dopo la sua morte avvenuta in fama di santità, i padri Cappuccini avevano cominciato a raccogliere notizie su di lui, con l'intenzione di aprire presto un eventuale Processo di Canonizzazione. Il primo Processo Ordinario si ebbe nel 1828 a Palermo e ad Agrigento, sua diocesi di origine, nel 1829: si conclusero entrambi nel 1830. Nel 1833, a Palermo, venne avviato un Processo Addizionale che durò pochi mesi; poi, si passò al Processo Apostolico il quale si protrasse dal 1838 al 1857 e si concluse solo nel 1873. Quindi, il 9 febbraio del 1873, il Papa Pio IX con decreto della Sacra Congregazione dei Riti proclamava solennemente le virtù teologali (Fede, Speranza e Carità) e cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza) esercitate in modo eroico da frate Andrea, dichiarandolo degno di venerazione.
Nel luglio del 1935, essendo necessario togliere il corpo dal luogo in cui era sepolto al fine di trovare una migliore collocazione, si fece una prima ricognizione. Quindi, il 18 agosto 1937, individuata e sistemata la cappella nella chiesa dei Cappuccini di Palermo - che tuttora si può ammirare e visitare -, alla presenza delle autorità e di una folla di fedeli, avvenne la traslazione del corpo del venerabile Andrea da Burgio. Sulla lapide si legge una scritta in latino che significa: "Affinchè le ossa e le ceneri del Venerabile Andrea da Burgio, Laico Professo dell'Ordine dei Minori Cappuccini, fossero conservate in luogo più degno, in questo monumento, costruito dalla pietà dei Religiosi e dei Fedeli, il giorno 18 agosto 1937, furono traslocate."
Frate Andrea da Burgio è attualmente Venerabile e il Vicepostulatore che da qualche anno si occupa della sua causa di beatificazione è frate Massimiliano Novembre.
[ Convento dei Frati Minori Francescani Cappuccini di Varazze - 2012 ]