Gruppo Cantori dei Cappuccini al Festival San Giorgio...

Il Gruppo Cantori dei Cappuccini ha partecipato alla decima edizione del Festival San Giorgio della Canzone Dialettale Ligure, il 4 e 5 febbraio 2011.

Anche quest'anno, ed è il quarto consecutivo, il Gruppo Cantori dei Cappuccini ha partecipato al Festival della Canzone Dialettale Ligure, contribuendo così a tenere vivo il nostro dialetto, le tradizioni, le radici, che sono poi linfa della nostra cultura.
Prima d'introdurre le considerazioni sul festival appena concluso, penso sia opportuno fare una breve cronistoria di quelli passati.

- 2008: abbiamo presentato al Festival, per la prima volta, una canzone dal titolo "Porzime a man piccin" ("Porgimi la mano piccolino") scritta da Mario Traversi (testo) e da Enrico Bruno Lofrano (musica). La canzone è stata premiata per il miglior testo dalla Giuria ufficiale e come migliore canzone, dal Pubblico in sala.

- 2009: sono state presentate due canzoni; per la sezione Gruppi "A Madonna scentâ" (testo di Mario Traversi, musica di E. Bruno Lofrano), premiata per il miglior testo dalla Giuria ufficiale e scelta come migliore dal Pubblico in sala. Esattamente come nella precedente edizione. Per la sezione Solisti "A reua do navegante", (testo di Mario Traversi e musica di Giuliano Perata) cantata da E. Bruno Lofrano con la controvoce di Anastassia Artamonov, premiata con il terzo posto.

- 2010: sono state presentate due canzoni; per la sezione Gruppi "O lamento do Mâ" (testo di Mario Traversi e musica di E. Bruno Lofrano) premiata con il secondo posto e con il premio speciale per l'esecuzione dalla Giuria ufficiale. Per la sezione Solisti "A scignöa e o bùttegâ", (testo di Erika Tartaro e musica di E. Bruno Lofrano) cantata da E. Bruno Lofrano, premiata con il terzo posto dalla Giuria ufficiale.

Quindi, da questo concentrato si evince che i testi di Mario Traversi sono spesso graditi alla Giuria mentre le canzoni sono soprattutto preferite dal Pubblico. Il solista è sempre stato premiato con il terzo posto. Questo giudizio, che ha caratterizzato la nostra partecipazione dal 2008 al 2010, si è ripetuto in modo molto simile anche quest'anno, nel quale sono state presentate tre canzoni firmate da Mario Traversi, per quanto riguarda il testo e da E. Bruno Lofrano, per quanto riguarda la musica.
Alla preparazione dei tre pezzi hanno contribuito anche tutti i coristi ed i musicisti del Gruppo, in primis Giuliano Perata e Paolo Vincenzi, con suggerimenti utili a renderli più gradevoli all'ascolto.
Il Festival prevede due categorie: categoria Gruppi e categoria Solisti; non si può presentare più di una canzone inedita per ogni categoria, per cui, visto che le canzoni erano tre, siamo stati costretti ad "inventarci" un nuovo gruppo che, scherzosamente, ha preso il nome di: "Gli Eredi", visto che ha presentato la canzone dal titolo "O testamento de Bertomê".
La necessità di dar vita ad una formazione ridotta nel numero dei componenti, rispetto al Gruppo dei Cantori, era già emersa in passato, quando si presentò la possibilità di contribuire, con musica e canti, a manifestazioni soprattutto culturali, che prevedevano l'utilizzo di pezzi musicali d'intermezzo in spazi ristretti e tempi veloci, con inserimenti tra poesie o per aprire e chiudere argomenti di varia natura.
Giuliano Perata, Paolo Vincenzi, Diego ed E. Bruno Lofrano sono gli attuali componenti del nuovo Gruppo che ha presentato "O testamento de Bertomê”" canzone che tratta, con ironia, le ultime volontà di uno zio dal comportamento quantomeno discutibile. Per "Gli Eredi" si è aperto un cammino da seguire e gli applausi del pubblico, che ha evidentemente apprezzato la canzone, sono stati un buon risultato.

Il Gruppo Cantori dei Cappuccini, al completo, ha presentato un bel canto che è stato premiato dalla Giuria in sala, composta da 50 spettatori preselezionati tra le persone che abitualmente frequentano il teatro Don Pelle di San Giorgio d'Albenga, luogo dove è avvenuta la manifestazione.

Quest'anno ricorre il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e, con Mario Traversi, abbiamo pensato di rendere omaggio a questo importante avvenimento, dedicandogli una canzone dal titolo: "O cappotto garbou", nella quale la maestria della penna del nostro amico poeta, sintetizza in modo splendido le vicissitudini attraverso le quali la nostra amata Patria è arrivata fino ad oggi.
Il pubblico ha apprezzato molto la canzone, tanto è vero che l'ha scelta tra le undici presentate al Festival, nella categoria Gruppi. Devo però aggiungere una constatazione un po' polemica ma comune a molte persone che, a vario titolo, erano presenti al Festival... "Peccato che la Giuria, diciamo che l'ha quasi... ignorata, evitando di emettere qualsiasi tipo di giudizio, neanche un piccolo cenno, sull'unico canto del Festival, inneggiante all'unità d'Italia". Una occasione persa... pazienza!
Vincere il premio del Pubblico è sicuramente più gratificante di qualsiasi altro riconoscimento; in fondo, il nostro scopo è proprio quello di arrivare al cuore delle persone e trasmettere loro sentimenti ed emozioni. Quando il Pubblico apprezza, noi abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e ciò ci appaga e ci riempie il cuore di gioia al di là di qualsiasi classifica e giudizio.

Ora devo parlare della canzone che ho presentato personalmente e che si è classificata terza nella categoria Solisti (esattamente come nelle due precedenti edizioni). Ciò non mi è facile perché sono ovviamente coinvolto in modo diretto ma, proverò a farlo, cercando di essere il più obiettivo ed imparziale possibile. La canzone che s'intitola "Pescoei famme e saei", parla di quanto sia dura, pericolosa a volte, spesso ingrata, la vita dei nostri pescatori, soprattutto quelli di una volta quando si andava sulle secche a remi. Non è facile tornare a casa, dopo che ci si è spaccati la schiena sui remi per tutta una notte e mettere sul tavolo di cucina solo una manciata di pesci...! Cosa dire alle donne di casa..., come giustificarsi di fronte ai figli!? La vita del pescatore è spesso così e, anche se la voglia di cambiare mestiere arriva, nei momenti di sconforto, a bussare prepotente, gli si contrappone sempre il cuore, che non ne vuole sapere di qualsiasi cambiamento, perché i pescatori hanno nel profondo dell'anima, il mare... fin da bambini. Ciascuno di noi, in fondo, è prigioniero di ciò che la vita gli ha propinato ed è difficile uscirne.
Sembra banale questo discorso? Può essere retorico? È superfluo e scontato scomodare certi sentimenti? Io dico di no! Ne vale sempre la pena ricordare da dove arrivano le nostre radici e... se poi scomodiamo qualche lacrimuccia ai più inclini all'emozione, beh, allora vuol dire che i sentimenti esistono ancora; evviva i sentimenti!
Prima del Festival sarei rimasto incredulo se mi avessero detto che la canzone sarebbe arrivata terza, perché c'è sempre qualcuno migliore di te ma, sentite le altre canzoni e le motivazioni che le hanno "promosse", mi sento di dire che sono rimasto profondamente deluso ed amareggiato al di là del premio o non premio! Lo ammetto con un po' di vergogna, perché non è bello mostrarsi così... contestatore e tanto meno vorrei essere additato come un "incontentabile presuntuoso" ma, il Festival, che è poi soprattutto una gara dove si viene giudicati, lascia spesso questi segni nel cuore. Voglio cogliere però anche i risvolti positivi del nostro impegno per il festival che sono: le otto belle canzoni, di nostra produzione, che abbiamo in repertorio e che possiamo tranquillamente proporre in rassegne musicali; l'esperienza di palco e la coesione nel Gruppo che si è sempre presentato al Pubblico in modo impeccabile.
Comunque, dopo l'esperienza avuta in questa edizione, penso che difficilmente parteciperemo alla prossima. Dedicheremo sicuramente più tempo all'organizzazione di Concerti o Rassegne musicali che sono il terreno fertile per lo scambio e la trasmissione di emozioni, sentimenti e di tutti quei valori che contribuiscono ad arricchire la nostra vita.

Spero di non essere stato pesante ma ho ritenuto opportuno informare chi ha la voglia di seguire la nostra attività, dando notizia e commento di ciò che abbiamo fatto ultimamente e di ciò che abbiamo intenzione di fare.
Il nostro impegno principale resta sempre, comunque, l'animazione delle funzioni domenicali e di quelle solenni, nella nostra chiesina dei padri cappuccini.
In ultimo vorrei fare una riflessione; penso che chi ha la possibilità di trasmettere emozioni sane, pulite, genuine, chi ha questo dono, non lo deve chiudere in un cassetto; sarebbe un peccato grave quasi quanto quello di negare il cibo a chi ha fame o l'acqua a chi ha sete. Finché le nostre voci e i nostri strumenti saranno in grado di trasmettere emozioni, il nostro impegno ci sarà sempre.

Pace e bene a tutti!

Bruno


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